I disturbi specifici dell'apprendimento

Cosa distingue un ragazzo che ottiene buoni risultati scolastici, da uno che non riesce, pur impegnandosi, a fare altrettanto?

Secondo De Beni (2000), possiamo interpretare questo dato secondo alcune linee giuda.

Anzi tutto considerando le abilità specifiche del soggetto, ovverosia l'insieme delle competenze innate e delle capacità sviluppate attraverso l'esperienza (expertise), esse rappresentano un elemento fondamentale per l'acquisizione di abilità di base, come la lettura e la scrittura (De Beni, Moè, 2000). In secondo luogo possiamo prendere in considerazione le strategie di apprendimento. Un efficace utilizzo di strategie mirate consente al ragazzo di apprendere un maggiore quantitativo di materiale con minore fatica (Cornoldi, 2007). Un ultimo e fondamentale aspetto da tenere in considerazione riguarda gli aspetti metacognitivi e motivazionali. Per competenze metacognitive si intendono le competenze strategiche, di controllo e monitoraggio del proprio comportamento per orientarlo al raggiungimento di uno specifico obiettivo. La metacognizione è una fondamentale capacità che richiede anche lo sviluppo di una certa dose di consapevolezza ed autoregolazione (Cornoldi, 2007).

Di fronte ad un alunno con difficoltà scolastiche è utile un adeguato supporto ed uno specifico piano di intervento. Bruner in particolare, sosteneva che l'affiancamento del ragazzo, in una posizione di Scaffolder (Bruner, 1976), che in italiano può essere tradotto come “stampella/sostegno”, lo incentiva al raggiungimento di competenze sempre un gradino superiori.

Alunni che non riescono ad imparare velocemente quanto i loro compagni vivono una condizione definita come Disturbo dell'Apprendimento: in generale si manifesta con una significativa difficoltà per l'individuo nell'imparare cose nuove, inerenti soprattutto alcuni aree, come quella della lettura, scrittura e calcolo (Cornoldi, 2007).

A questo punto è fondamentale la diagnosi: ricondurre un fenomeno (in questo caso un sintomo) come appartenente ad una categoria, la cui condizione di appartenenza ne esclude ogni altra. A partire dal 2007, grazie alle linee giuda della Consensus Conference, si ribadisce che la particolare condizione per riconoscere questa specifica “categoria nosografica” è il criterio della specificità, ovvero che il disturbo interessi uno specifico dominio di abilità in maniera del tutto circoscritta e che, di conseguenza non vi sia compromissione delle altre abilità, quali in particolare il funzionamento intellettivo generale. In questa circostanza particolare sarà utile fare riferimento al concetto di Discrepanza: vale a dire lo scarto esistente tra le abilità del soggetto nello specifico dominio e l'intelligenza generale. Entrambi fanno riferimento ai dati normativi per età e classe frequentata.



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