CIO' CHE LA MENTE PENSA, IL CORPO SENTE. LE SOMATIZZAZIONI.

Aggiornato il: apr 30

Corpo e mente sono strettamente connessi, questo è un dato di fatto.

La bioenergetica, corrente psicoanalitica post-freudiana, per prima ha sostenuto come, le sofferenze della mente, siano le sofferenze del corpo.

Ciò che la mente pensa, il corpo prova e sente.

La mente è molto abile a prendere le distanze dalle emozioni, riesce facilmente a trasformarle in qualcos'altro, che per noi è più tollerabile o semplicemente più familiare. La paura può quindi trasformarsi in rimprovero verso un amico, la rabbia in evitamento, e così via.

Il corpo, per nostra fortuna, non ha queste abilità. E' una fotografia piuttosto autentica di quello che è il nostro mondo interiore.

Ciò che spesso capita è che i disagi quotidiani, come i lievi mal di testa che ci accompagnano nel primo pomeriggio, oppure i mal di pancia che arrivano prima di uscire di casa, hanno un senso ben preciso, e si manifestano perchè non stiamo dando sufficiente spazio ad un malessere.

Pertanto è molto importante, per lavorare sinergicamente su mente e corpo, lasciare spazio a quest'ultimo di comunicarci ciò che non va.


Di seguito un breve esercizio di meditazione che attraverso l'utilizzo della visualizzazione va a lavorare sulle somatizzazioni, e sulla possibilità di dare loro un valore terapeutico.





Per svolgere questo esercizio di meditazione mettiti sdraiato comodamente sulla schiena, così da poter lasciar andare tutte le tensioni nel tuo corpo. Le braccia sono poggiate e morbide ai lati del corpo, i palmi delle mani sono rivolti verso l’alto. Quando sei pronto chiudi gli occhi ed inizia a prendere confidenza con una sensazione di rilassamento profondo.

Concentriamo per prima cosa l'attenzione sul respiro, con intenzione, facendo attenzione a tutto ciò che sentiamo.

Proviamo a verificare se stiamo respirando nella pancia o nel torace, ed impegniamoci ad avere una respirazione profonda, diaframmatica, nella pancia, e manteniamola così durante tutta la meditazione. Osserviamo il ritmo del respiro così com'è in questo momento.

Quando contraiamo volontariamente il diaframma consentiamo ai polmoni di incamerare più aria, questo ci aiuta ad essere più consapevoli del nostro respiro, trasformandolo da passivo ad attivo.

Con un profondo respiro adesso spostiamo l'attenzione a tutto il corpo, effettuiamo velocemente una scansione partendo dalle piante dei piedi e risalendo verso i polpacci, le cosce, le natiche ed il genitali. L'addome ed il plesso solare, lo stomaco ed i polmoni. Notiamo se ci sono tensioni, formicolii o fastidi in una delle zone attraversate fin ora.

Concentriamoci per qualche istante sulle zone appena attraversate, verifichiamo quali sensazioni stiamo provando, se ce ne sono alcune più intense di altre, se proviamo disagio o piacere e rilassamento. Proviamo curiosità per il nostro corpo, così com'è in questo momento, senza giudizio e senza forzare nulla. Alleniamo l'occhio della mente a prestare un'attenzione consapevole.

Con un respiro più profondo spostiamo adesso l'attenzione verso le braccia, entrambe contemporaneamente, dalla punta delle dita, fino alle spalle e continuiamo verso la testa, i muscoli del collo, osserviamo se sono rigidi, tesi, o piuttosto rilassati. Osserviamo come sostengono la nostra testa, osserviamone la forza ed al tempo stesso la delicatezza, i muscoli del viso, verifichiamo se ci sono tensioni sulla fronte, se le labbra sono serrate. Magari ci sono tensioni che rimandano un senso di preoccupazione, o stiamo rimuginando su qualcosa.

Ed ora che abbiamo attraversato tutto il corpo, ferma l'occhio della mente nella zona che hai attraversato con maggiore difficoltà, magari perchè ci sono delle contrazioni.

Concentra la tua attenzione in questo punto, rimani per qualche secondo con le sensazioni che stai provando, forse sono spiacevoli e ti causano dolore, o forse fastidio e ti è difficile soffermarti. Qualunque sensazione in questo momento tu stia sperimentando è solamente una sensazione, il fatto che la tua mente la riconosca come un'esperienza spiacevole, contribuisce a rafforzarla. Questo accade perchè il tuo pensiero torna costantemente al fastidio.

Possiamo provare adesso ad integrare questa esperienza di dolore o di fastidio all'interno di una coscienza più estesa del corpo, dove non vi sono frammenti ed esperienze piacevoli o spiacevoli, ma un tutto congiunto che respira e vive all'unisono. Prova adesso a mescolare queste sensazioni specifiche con tutto ciò che le circonda.

Immagina quest'area con un colore che ti piace, può essere viola, celeste o arancione e pian piano lascia che si mescoli ai colori presenti in altre parti del tuo corpo.

Ed ora che le sensazioni sono meno intense, prova a respirare nella zona di dolore, prova ad immaginare in quest'area dei piccoli polmoni e dei piccoli fori, o un foro unico dal quale poter respirare, ed in cui l'aria entra ed esce.

Ora immagina di lasciar entrare aria pulita, aria trasparente e carica d'ossigeno e di lasciar uscire aria satura di tensione, che magari assume le sembianze di un fumo nero o grigio, o magari è più simile ad aria satura di anidride carbonica. Comunque sia la tua esperienza, rimani un po' qui a respirare nella tua zona di tensione.

Sosta in ascolto delle sensazioni che percepisci, con benevolenza e senza giudizio. Se durante questa parte dell'esercizio avverti un senso di vertigine o di nausea, puoi scegliere di ricondurre per un attimo l'attenzione al respiro, oppure puoi aprire un po' gli occhi sempre mantenendo lo sguardo su un punto di fronte a te.

Con un respiro profondo lascia ora la zona sulla quale ti sei concentrato fin ora e dirigiti verso l'alto, verso la sommità del capo ed immagina che ci sia un'apertura dalla quale l'aria entra, attraversa tutto il corpo ed esce dal punto più basso, le dita dei piedi. Rimani così per qualche istante, sentendo come l'aria entra dalla cima della testa, ti attraversa, e finalmente esce dal basso, dai piedi.

Mentre ci avviamo verso la fine di questa meditazione, ritorniamo per un attimo a concentrarci sul respiro, respiriamo nella pancia, lasciamo che il diaframma si abbassi per far entrare più aria ed allarghiamo il campo della consapevolezza includendo tutto il corpo, verificando come stiamo complessivamente. Respiriamo profondamente per qualche istante con questa sensazione di totalità, sentiamo la nostra forza e la nostra solidità.

Quando ci sentiamo pronti possiamo concludere la nostra meditazione, assecondando le necessità del corpo in questo momento. Puoi muovere le mani, i piedi, fare i movimenti di cui senti la necessità e con calma aprire gli occhi.




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